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Diario di viaggio di Andrea Gilberti - 4 agosto
L’INDIA ALLE SPALLE, IL PAKISTAN ALLE PORTE.
Se devo essere sincero pensavo proprio che il passaggio India-Pakistan fosse molto più complicato e invece no, il confine l’abbiamo passato in piena tranquillità, tutti gentili e disponibili, unico neo il caldo umido impressionante, si parla di 45 gradi e 80% di umidità, da non respirare!!!!!
Appena entrati in Pakistan, subito un problema molto grave alla moto di Pier, non sappiamo esattamente di cosa si tratta ma sta di fatto che la Royal è ferma.
Immaginate con il caldo che c’era quanto fosse complicata la cosa: ci fermiamo sul ciglio della strada, il caldo si fa sentire ancor di più, tentiamo in tutte le maniere di riparare il danno, nel frattempo come al solito veniamo circondati da molti curiosi (ormai ho capito che da soli è impossibile stare, del resto sono due settimane che veniamo circondati da persone) riusciamo ad escogitare qualcosa per arrivare dal primo meccanico e ripartiamo.
Dopo pochi km….fermi.
È esattamente in quel momento che nonostante il caldo infernale mi vengono i brividi, la situazione è surreale, sono sul ciglio della strada (strada significa sabbia e crateri ovunque) ho il casco in testa, non scendo dalla moto perché rimango incantato ad ascoltare una voce in filodiffusione, è la preghiera musulmana, resto con lo sguardo fisso nel niente, la polvere che si alza me la sento in bocca e negli occhi, una nebbia di sabbia mista a smog, e la voce che continua a farsi sentire, provo un misto tra fascino e angoscia, quello che posso dire ora è che mentre sto scrivendo ho ancora i brividi!!!!
Tornando al nostro problema, finalmente riusciamo a raggiungere il meccanico, è domenica, i musulmani non lavorano ma sorprendentemente ci troviamo una persona che ci accoglie e ci fa entrare nel suo cortile-garage (meno male almeno non saremo circondati di nuovo).
Appena entriamo ci troviamo di fronte ad un ammasso di auto abbandonate e smembrate, la pulizia come al solito non esiste, legate ad una pianta ci sono due caproni e Theo decide di far amicizia subito sfidandoli a testate……secondo voi è normale????
Vabbè, sta di fatto che nella confusione i meccanici Pakistani si mettono subito all’opera per sistemare la moto di Pier.
I ragazzi Pakistani ce la mettono davvero tutta, cominciano a pensare e a costruire un pezzo di ricambio artigianale, la bimba del meccanico ci porta da bere e così tiriamo fino al buio.
Per la moto purtroppo non c’è nulla da fare, la carichiamo sul carrello e poi ci penseremo, ma devo assolutamente sottolineare una cosa, l’impegno profuso dai meccanici. Pensate ad una domenica, in qualunque posto: trovate un meccanico che vi accoglie gentilmente e vi da una mano? Assolutamente NO, anzi in Pakistan SI, sono incredulo anch’io, di certo non me lo aspettavo, ma queste sono cose che fanno pensare, troppe persone parlano male di questo popolo ma non è così, lo si vede anche per strada, ti salutano, ti stringono la mano, ti chiedono dove sei diretto e ti fanno un sorriso e considerate che noi stiamo viaggiando con moto prodotte in India.
Ma le sorprese non sono finite, prima di andarcene chiaramente chiediamo quanto è la nostra spesa e………..sorpresa……..NIENTE, GRATIS, quattro ore di lavoro di domenica e non vogliono soldi, questo è troppo, noi insistiamo ma non c’è nulla da fare, i soldi non li vogliono e ci stringono la mano con un sorriso.
Che dire? GRAZIE PAKISTAN!!!!
Andrea Gilberti
Commenti
Ragazzi non riesco a seguirvi tutti i giorni ma anche qui in francia esiste internet quindi ogni tanto mi collego per vedere cosa state combinando e come procede il vostro meraviglioso viaggio. Con molto piacere ho letto che oltre alla lenta partenza sta andando tutti secondo i programmi stabiliti ... well done!
Ciò che state facendo è davvero fantastico ... non è che posso dire di esser stata in tutti questi posti però è un po' come averlo fatto tramite le vostre emozioni e fotografie pubblicate.
Anche io vi penso spesso e non vedo l'ora di ri-incontrarvi per passare tutta la giornata ad ascoltare tutto ciò che vi sta accadendo, tutte le vostre sensazioni che nel bene e nel male vi stanno arricchendo.
un abbraccio a tutti ed un in bocca al lupo per la continuazione
un bacio grosso a Jean ed Andrea
Siamo tutti ansiosi di sentirvi ancora vicini..maledetta tecnologia, 5 anni fa non ci saremmo immaginati di poter seguire così da vicino le vostre gesta, ed ora se per tre giorni siamo senza internet ci sentiamo morti...bah, certo è che se la tecnologia la mettiamo a frutto in questo modo...W la rete ed i telefonini !
Dissertazioni a parte, la Cina vi ha assorbiti come un panno spugna, speriamo che vi risputi belli freschi e puliti, con tanta voglia di viaggiare, conoscere, raccontare e...guidare
ciao a tutti
vogliamoci bene
ivan&carla
E' proprio da queste esperienze che si realizzano rapporti umani senza diversità e confini.
E' proprio in una giornata di domenica che i pakistani hanno, senza chiedere nulla, dimostrato la loro disponibilità verso gente straniera, mettendo a loro disposizione tutto ciò che avevano e che potevano fare.
Ed è proprio un ragazzo italiano, che mi trasmette il momento surreale di una preghiera mussulmana, o di una calura infernale mista allo smog, alla polvere di una strada non asfaltata e con i crateri.
I vostri scritti e le vostre immagini ci danno ogni volta piaceri diversi, assaporiamo quello che ci trasmettete con avidità ed invidia.
La stanchezza che si accumula giorno per giorno, sarà attenuata da questi vissuti, che non tutti sanno apprezzare ma che arricchiranno sia voi che noi.
Forza... attendiamo altre nuove, intanto un abbraccio a tutti. vilma
Mi fa molto piacere sentire che questo viaggio stia procedendo bene e che le sensazioni che state provando vi tocchino nel più profondo del cuore.
Sicuramente al vostro rientro avrete una visione diversa del mondo e sul modo in cui viverlo ci auguriamo altresi di assaporare anche noi tutte queste cose e vi auguro una buona continuazione.
Un abbraccio a tutti e .......gilbi mulò mia

