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Diario di Viaggio di Andrea Gilberti - 14 agosto 2009
Mi ero informato riguardo alla Karakoram Highway e sapevo che era stata nominata la strada più bella del mondo; e in effetti lo è. Passare in moto sulla catena dell’Himalaya è una cosa che difficilmente si può spiegare, quello che ti circonda è da sogno, montagne enormi pronte a frantumarsi da un momento all’altro, strapiombi che regalano viste splendide, la vetta del NANGA PARBAT (uno dei quattordici 8000 metri) è lì che ti accompagna per tutto il viaggio e cosa non meno importante la splendida PODEROSA che si arrampica fino a 4800 metri senza fare un singhiozzo………altro che moto moderne tutte accessoriate, troppo facile e nessun fascino!!!!
Ok, penso che della KARAKORAM qualche mio compagno di viaggio ne abbia gia parlato quindi io volevo descrivere l’ingresso in KIRGISTAN saltando molto volentieri il passaggio in CINA nello XINJANG, o meglio, un appunto lo vorrei fare anzi due:
purtroppo per problemi logistici abbiamo dovuto lasciare KASHGAR in fretta e questo ci è dispiaciuto moltissimo perché la situazione era davvero tesa, la città è controllata totalmente dai militari armati e in assetto antisommossa, fotograficamente in questo momento è davvero interessante ma come detto precedentemente abbiamo troppo poco tempo e gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo quindi…….peccato.
Mi spiace dirlo ma i militari cinesi (solo i militari, i civili sono fantastici) sono veramente delle persone arroganti; di frontiere ne abbiamo passate e devo dire che ora ho una certa esperienza, ma persone così scontrose e supponenti non ne avevo mai trovate; come dicevo nell’articolo precedente nemmeno con Indiani e Pakistani ci sono stati problemi, persone gentili che fanno il loro lavoro e invece i militari cinesi hanno solo voglia di fare i gradassi…….poveri!!!!!!!!
Perfetto, tornando a quanto detto precedentemente riguardo al KIRGISTAN, appena passata la frontiera, ci troviamo di fronte ad una strada sterrata molto, molto sconnessa, siamo di nuovo messi bene, la PODEROSA dopo pochi km accusa la stanchezza e il copri catena assieme alla freccia posteriore sinistra decidono che è ora di staccarsi, vabbè poco male, ha anche ragione, povera, ne ha passate gia un bel po’ e ci sta un piccolo crollo!!!!
Si prosegue, il ritmo non è altissimo perché non si riesce a staccare gli occhi da ciò che ci circonda, le montagne si sono abbassate anche se abbiamo appena fatto un passo da 3800 metri, ci sono distese di erba, la temperatura è parecchio bassa, fa freddo, ma quasi non lo sento, sono troppo eccitato da quello che vedo e mentre guido mi domando : “ma ti rendi conto dove sei?”.
È ormai il tramonto, in lontananza scorgo qualcosa, sono cavalli liberi che corrono nelle immense distese di verde, è uno spettacolo; penso che se il mio amico ZAMPY fosse qui probabilmente si emozionerebbe al punto di versare qualche lacrima. Fortunatamente il buon Valerio e il buon Damiano stanno facendo video così potrete goderne anche voi, io fotograficamente sono un po’ fermo ma non ci posso fare nulla, quello che vedo mi blocca, l’unica cosa che ho voglia di fare è correre, correre, correre con la mia PODEROSA insieme ai cavalli!!!!!
Proseguiamo e incontriamo un controllo militare, tutti gentili, guardano le moto, ne sono affascinati, ma stavolta sono io ad essere invidioso, sì, della loro terra…….splendida!!!!
Arriviamo che è ormai buio, la cosa è abbastanza problematica, già guidare di giorno con queste strade non è semplice, al buio le buche non si vedono, ma le botte che si pigliano si sentono eccome sulla schiena!!!
La guida ci comunica che tra poco siamo arrivati, siamo dispersi nel niente, eravamo stati avvertiti che la notte l’avremmo passata in un campo a dormire in tenda, noi naturalmente siamo esaltatissimi, ma prima un bel fiume da passare, il ponte si è rotto e quindi si passa nell’acqua (in questo viaggio non è certo la prima volta che lo facciamo); la PODEROSA scalpita e io pure, un bel colpo di acceleratore e……….via, un bel bagno con acqua gelida.
Arriviamo finalmente al campo; io mi immaginavo un paio di tende da montagna, nulla di più e invece ci sono delle specie di igloo fatti di lana e legno, il nome non me lo ricordo me l’ha detto Theo ma l’ho dimenticato, comunque si dorme in quattro per tenda e all’interno c’è una stufetta a legna vecchia maniera che fa un caldo piacevolissimo, fuori è un bel po’ freddo e quindi non è male.
In un’altra tenda ci aspetta la cena….. e che cena, finalmente si mangia come si deve, un bel brodino di verdure e carne bello caldo, un bel piatto di pollo e purè e dell’insalata fresca tutto rigorosamente non piccante…….finalmente!!!!!
La mattina seguente sveglia alle 6:00 e partenza per un nuovo posto; la strada diventa sempre più dissestata e si sale di nuovo verso i 3000 metri; lo scenario non cambia di molto, i cavalli ormai ci accompagnano per tutto il tragitto ma stavolta molti di essi sono cavalcati da bambini, sì, bambini, avranno si e no 12-14 anni, per me non è poi così normale, è bellissimo vederli cavalcare, vanno velocissimi e ci salutano, Jean mi si avvicina e dice “loro sono più ricchi di noi”: nulla di più vero.
Vediamo qua e là delle piccole case fatte come le tende in cui abbiamo dormito, incuriositi ci avviciniamo e veniamo accolti in maniera gentile, ci offrono del Cumis, latte di cavallo alcolico fermentato, io non mi fido a berlo, ma Damiano e Theo gli tirano una bella sorsata, sono ancora vivi: potevo berlo.
Si fotografa, la situazione è perfetta e la luce pure, le persone sono disponibilissime.
Ci fermiamo in un altro posto e stavolta ci offrono del formaggio fatto a palline, secco e salatissimo, un bel pezzo di pane e facciamo un gran pranzo a 2700 metri, cosa volete di più?
Ormai si è fatto di nuovo buio, la PODEROSA deve cavarsela ancora sulle strade pericolanti del KIRGISTAN, ma il fascino non lascia spazio alla stanchezza.
Andrea Gilberti
Commenti
Grazie per quello che state facendo.
Saluti dal Sudafrica
Quanta emozione leggere il diario di andrea, complimenti per le sensazioni che ci trasmetti!
vi abbraccio e un bacione a pierre

